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Aria pulita a Moncalieri

Nella piazza davanti al municipio di Moncalieri, l’aria sembra essere un po’ più fresca e pulita in questo pomeriggio di una delle prime giornate di primavera. Roberta Meo, candidata sindaco del centrosinistra, ha vinto il ballottaggio conquistando il 53, 52% delle preferenze (14155 voti) contro il 47,73% di Stefano Zacà. Dopo 10 mesi di commissariamento, la quinta città del Piemonte torna a riavere un suo sindaco. Imprenditrice 39enne, Roberta Meo ha puntato la sua campagna elettorale sul rinnovamento, sulla trasparenza e sulla legalità. Parole che a Moncalieri non appaiono scontate. Negli ultimi anni all’ombra del municipio, è regnato un clima di clientelismo e trasformismo che ha portato fino al commissariamento del comune. Basta pensare che 10 dei 18 consiglieri della passata legislatura hanno cambiato parte politica. Tra questi ci sono molti nomi eccellenti: Francesco Fiumara, autodefinitosi l’Obama di Moncalieri, autentico “burattinaio” della politica moncalierese, un passato da sindaco e da socialista, nella scorsa tornata militava nel centrosinistra in quota ai moderati.

Vincenzo Quattrocchi, “O professore”, dopo aver ricoperto l’incarico di assessore con la giunta Ferrero di centrosinistra ha invece eseguito un triplo carpiato andando a formare una lista civica per il centrodestra, lasciando l’eredità al figlio Diego.

L’ultimo tassello del puzzle è invece composto da Abelio Viscomi, anche lui consigliere per i Moderati (con il centrosinistra) fino all’anno scorso, è passato direttamente al Pdl il più votato con 461 preferenze.

Ma se è vero che dove manca la politica le mafie fanno affari, a Moncalieri, come sottolineato qualche mese fa dal membro della commissione antimafia Beppe Lumia, si parla di una vera e propria infiltrazione dell’ndrangheta che si fa sentire nei settori dell’urbanistica, delle cave e del movimento terra. Lo dimostrano i recenti fatti di cronaca tra i quali il ritrovamento di un arsenale di armi dell’ndrangheta nella casa di un ex assessore. Lo dimostra la presenza costante di alcuni pregiudicati davanti ai seggi elettorali nei quartieri “caldi”. .

Ora la palla passerà nelle mani della giunta Meo che dovrà dimostrarsi in grado di gestire argomenti delicati tra cui anche il piano regolatore. Argomento sul quale i candidati sindaco erano stati interrogati dal presidio di Libera Peppino Impastato. Pur ribadendo la sua lontananza da ogni partito, i ragazzi di Libera avevano elaborato C6 ovvero sei proposte per il buon governo della città sui temi dell’etica in politica, della trasparenza e del piano regolatore. Proposte che avevano registrato la forte sottoscrizione della candidata del centro sinistra rispetto all’indifferenza e del rifiuto al confronto del candidato del centrodestra.

Ora si aspettano solamente i nomi che andranno a comporre la squadra del neosindaco, ma nel frattempo, da questa sera si respirerà un’aria diversa nella piazza davanti al municipio.

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