Presidio Libera “Peppino Impastato” – Torino Sud Rotating Header Image

Prossimi appuntamenti: Nando Dalla Chiesa ed ecomafie

Settimana ricca di iniziative a Moncalieri e Nichelino:

Mercoledì 3 marzo alle ore 20.30 al teatro Superga di Nichelino incontro con Nando Dalla Chiesa in vista del 21 marzo preceduto dallo spettacolo Speranza dedicato a Peppino Impastato

Venerdì 5 marzo ore 21 alle fonderie Limone (via Pastrengo 88, Moncalieri) “Ecomafie: il nord come territorio di conquista” insieme a Noemi GALLO (Responsabile regionale Dipartimento Ambiente del Partito Democratico), Stella BIANCHI (Responsabile nazionale Ambiente Partito Democratico), Mimmo FONTANA (Legambiente Sicilia), Ernesto RAMOJNO (Presidente della Fondazione Anti Usura CRT-La scialuppa), Roberto FORTE (Direttore di FLARE – Freedom Legality and Rights in Europe), Andrea SARTORI (Associazione Terra del Fuoco).

Il Nord Italia è un territorio purtroppo non escluso dalla rete operativa mafiosa che si insinua in particolare in campi legati alle attività di cava e delle costruzioni. L’ambiente è una delle principali vittime delle speculazioni mafiose non solo per fenomeni di abusivismo edilizio ma di grave danno per la salute pubblica delle persone e le loro condizioni di vita. Parallelamente le criticità legate in particolare alla crisi economica mettono in forte difficoltà le imprese contribuendo ad alimentare il mercato dell’usura gestito spesso da una rete fuori dalla legalità.

Mercoledì 10 marzo: Presentazione C6 insieme ai candidati sindaci, stay tuned!


PRESENTAZIONE C6 A MONCALIERI: 6 punti per il governo della città.

logo c6

Libera Moncalieri, in occasione delle elezioni amministrative 2010, presenta C6: la
piattaforma di discussione e confronto con i candidati sindaco della nostra Città.

Con il presente comunicato cogliamo l’occasione per invitarvi a partecipare all’evento
che avrà luogo MARTEDI’ 16 MARZO 2010 alle ore 20:30 presso il Centro Leimon
Spazio Ex Fonderie Limone in via Pastrengo n° 88 a Moncalieri.

Parteciperanno all’evento ed interverranno dal palco i candidati sindaco di Moncalieri,
Maria José Fava (responsabile LiberaPiemonte) e i rappresentanti di Libera Moncalieri.

Aderiscono a Libera sul territorio di Moncalieri:
Associazione “La Città Che Cresce”
Presidio di Libera “Peppino Impastato”.

logo peppino impastatologo citta che cresce

All’Antimafia arriva il caso Moncalieri

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Lumia avverte: «Clan calabresi in politica». Esposito: intesa Pd-Pdl anti infiltrazioni

L’OMBRA DELLA ‘NDRANGHETA

L’affaire Moncalieri e i suoi intrecci tra politica, affari e rischi di infiltrazioni della criminalità organizzata arriveranno sul tavolo della Commissione parlamentare antimafia. Sarà l’onorevole Giuseppe Lumia a sollevare il caso per «avviare una riflessione politica all’interno della Commissione». Il parlamentare è intervenuto venerdì sera nel corso di un’assemblea pubblica a Settimo e ha deciso di farsi carico «della richiesta di accendere un riflettore nazionale sulle vicende di Moncalieri e di altri Comuni dell’hinterland di Torino».

Lumia si dice convinto che non si tratta di «territorio dominato dalla mafia, anzi, ma ci sono forti segnali che mettono in evidenza il rischio di penetrazione soprattutto da parte della ’ndrangheta». Il parlamentare siciliano parla di «preoccupanti segnali di radicamento nel territorio e di infiltrazioni nei subappalti». E aggiunge: «Nel corso degli anni, e malgrado il successo delle inchieste giudiziarie, c’è stata una sottovalutazione di alcuni episodi come, ad esempio, l’omicidio del giudice Bruno Caccia». Per l’ex presidente dell’Antimafia, poi, «sono stati sottovalutati altri segnali che hanno messo in evidenza la collusione con il sistema di potere e di gestione degli appalti e del tentativo di penetrazione nella politica da parte dei clan, soprattutto calabresi».

Ecco perché, per evitare quello che è successo nella Germania dell’Est subito dopo la caduta del Muro di Berlino e che la strage di Duisburg ha reso evidente, cioè il potere delle ’ndrine sul sistema economico di quel paese, è «necessario accendere un riflettore politico anche in provincia di Torino e in tutto il Nord». Che fare, allora? Secondo Lumia è importante «introdurre un codice etico in politica».

E qualcosa in vista delle prossime elezioni comunali si sta muovendo. Concludendo l’assemblea regionale del Pd che si è svolta alla Gam il segretario Gianfranco Morgando ha raccontato che uno dei primi atti da segretario è stato quello di incontrare il coordinatore del Pdl Enzo Ghigo e «insieme abbiamo fatto un ragionamento per tenere fuori dalle alleanze le liste civiche che si muovono con disinvoltura tra gli schieramenti solo per la gestione del potere».

E da ieri quel ragionamento è diventata una proposta politica perché nell’assemblea il tema è stato posto con forza prima dall’onorevole Stefano Esposito: «Sulla scorta di quanto avvenuto ultimamente il Pd deve porsi il problema delle infiltrazioni della ’ndrangheta nel territorio. Sono un garantista e non chiamo in causa nessuno in particolare, non do del mafioso a nessuno e dico che tutti hanno il diritto di ricandidarsi, ma abbiamo il dovere di partire da Moncalieri per trovare un punto di rottura con questo clima torbido fatto di cambi di casacca e di altre cose poco chiare». E poi è toccato all’ex commissario Mauro Marino chiedere che il patto con il centrodestra venga firmato prima delle elezioni per sancire che non saranno fatti accordi con chi ha cambiato casacca senza farsi tanti problemi.

Ieri nel corso dell’assemblea del Pd non sono stati fatti i nomi ma è evidente che il veto democratico si abbatte su Vincenzo Quattrocchi e Francesco Fiumara, ex sindaci calabresi degli Anni Ottanta e Novanta, e fino a pochi mesi fa elementi chiave della dimissionaria coalizione di centrosinistra guidata dal sindaco Ferrero. Oggi i due sono a capo di liste civiche in odore di centrodestra. L’aut aut dei democratici è netto così come la proposta al Pdl. Esposito attacca la Lega Nord perché «sono loro che stanno forzando per fare entrare le liste civiche nel centrodestra». Lapidario il commento di Fiumara sulla vicenda: «Non devo replicare niente a nessuno. Dico però che evidentemente qualcuno sente il peso politico delle persone. E lo teme». Non risponde nemmeno Quattrocchi: «E cosa dovrei dire a questi “figuri” che nulla sanno di Moncalieri?».

La Stampa 22_11_2009

(G. Legato, M. Tropeano)

Scovato un arsenale a Moncalieri

corriereMONCALIERI – Scoperto ai Bauducchi un arsenale che potrebbe essere riconducibile alla criminalità organizzata. Nei giorni scorsi gli agenti della squadra Mobile hanno fatto irruzione in una villetta diroccata dove erano nascosti sei fucili rubati e munizioni di vario tipo. In manette, sono finite 5 persone, ora tutte in libertà. Metà della casa è di proprietà dell’ex assessore Rocco Cuzzilla, ritenuto estraneo ai fatti contestati ai 5 arrestati (ricettazione e detenzione abusiva di armi). Le indagini proseguono.

(M.Massenzio – Corriere di Moncalieri 17/11/2009)

Lettera Aperta

vignetta

 

A seguito di quanto successo negli ultimi giorni, riteniamo giusto e doveroso scusarci per il breve articolo pubblicato venerdì 5 novembre e prontamente rimosso alcune ore dopo.

Ci scusiamo perché, ancorché convinti che i toni usati dovessero risultare satirici ed umoristici e non fondare accuse circoscritte, ci siamo resi conto che così non è stato.

Ci scusiamo perché l’intento del pezzo era mettere in ridicolo un certo tipo di politica, senza trascendere in attacchi a livello personale che potessero essere “cavalcati” e strumentalizzati da qualsiasi avversario politico.

Ci scusiamo assumendoci la responsabilità di non aver sufficientemente condiviso l’articolo all’interno del gruppo, sottovalutandone la forma, e di averlo diffuso in maniera troppo precipitosa.

 

Ci scusiamo per la forma, ma ribadiamo invece fermezza sui contenuti, con particolare attenzione al punto pubblicato a pagina 21 del programma di governo dell’attuale Sindaco di Nichelino (www.catizone.it/allegati/info218_allegato_001.pdf) e sottoscritto dagli attuali assessori e consiglieri di maggioranza che tale candidatura hanno sostenuto. Punto nel quale inequivocabilmente e senza dubbio alcuno, il sindaco e la giunta si impegnano a destinare la “cascina Nikodemo” come sede del punto giovani, al contrario di ciò che è contenuto nella mozione che verrà sottoposta al voto dalla stessa maggioranza. Mozione con cui si intende destinare la medesima struttura ad un “Centro di Arte e Cultura d’Eccellenza”.

 

Ribadiamo quindi la nostra massima attenzione e vigilanza sugli ultimi e sui futuri avvenimenti della politica del territorio di Nichelino, poiché nasce lecito sospetto che il punto sopra citato sia stato solo lo stratagemma per attrarre il favore dell’elettorato giovanile.

 

Precisiamo, inoltre, che il sito del Partito di Rifondazione Comunista che ha pubblicato il pezzo da noi scritto, l’ha fatto in una sezione solita occuparsi di rassegna stampa on-line, come evidenziato dal fatto che in calce al medesimo fosse riportata la fonte di provenienza ed il relativo link al nostro blog.

Partito di Rifondazione Comunista da cui ribadiamo prendere le distanze, insistendo ancora sulla nostra natura di soggetto politico apartitico.

 

 

Il Presidio “Peppino Impastato”

L10 PRESENTATA A NICHELINO.

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Una sala dell’ex consiglio comunale gremita ha accolto ieri la presentazione della piattaforma L10 di Libera Piemonte. 10 proposte elaborate dalla rete di Libera Piemonte in vista delle elezioni regionali. A spiegare la scelta ai cittadini nichelinesi è stato Davide Mattiello insieme al presidio di Libera Peppino Impastato Torino Sud che ha raccontato il percorso di monitoraggio della politica moncalierese impegnandosi ad estendere il lavoro anche a Nichelino. Una serata che ha visto una grande partecipazione di cittadini e che dimostra che di fronte ad un certo tipo di politica è possibile ricucire quel legame di fiducia tra società e istituzioni, presupposto indispensabile per la sopravvivenza della res publica.

L10: 10 proposte per il governo del Piemonte

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È stata presentata questa mattina su tutto il territorio piemontese la piattaforma “L10” ovvero le dieci proposte della rete di Libera Piemonte in vista delle elezioni regionali del marzo 2010.

10 punti che sono stati elaborati negli scorsi mesi grazie al lavoro corale di tutti i territori della regione e che da quest’oggi verranno proposti ai candidati e alle segreterie dei partiti.

“Questo manifesto rappresenta il nostro percorso – ha spiegato Davide Mattiello, referente regionale di Libera Piemonte – è la nostra testimonianza di amore per il Piemonte di fronte alla grave deriva della nostra democrazia, per spezzare il legame perverso tra mafia e politica e riaffermare con forza i valori della nostra Costituzione, delle leggi e dei simboli della nostra Repubblica e dell’Unità nazionale”.

Il manifesto, che durerà fino alla scadenza del mandato regionale, affronta quattro grandi aree: etica, scuola, pubblica amministrazione e migranti.

La prima richiesta è rivolta alle forze politiche e riguarda la scelta di non candidare, di non assegnare alcun ruolo di dirigenza e di non allearsi con partiti che hanno tra le proprie file persone  rinviate a giudizio o condannate per mafia o per reati contro la pubblica amministrazione.

La seconda parte, invece, tocca il punto della scuola pubblica: “Per garantire la legalità nelle scuole, abbiamo bisogno prima di tutto di scuole sicure dove non si  corra il pericolo di morire”. Non è un caso dunque che la piattaforma sia dedicata anche a Vito Scafidi, il giovane studente del Darwin di Rivoli morto sui banchi di scuola.

Dalla scuola pubblica alla pubblica amministrazione. “In questo campo – precisa Mattiello – dobbiamo avere bene in mente che la responsabilità giudiziaria non coincide con quella politica e morale”.

Spesso certe condotte politiche pur essendo penalmente irrilevanti presentano numerose falle guardandole dal punto di vista etico e politico.

Risulta così fondamentale l’adozione di misure di trasparenza e  monitoraggio nel ciclo del contratto pubblico. Un settore a forte rischio di infiltrazione mafiosa anche in Piemonte.

L’ultima questione riguarda esula dal livello regionale per trasferirsi su quello nazionale. È la questione dei cittadini degli altri paesi che si trovano nella nostra regione. Quelle persone che fuggono dalla guerra e dalla povertà e a causa delle nuove normative nazionali vengono definiti criminali.

L’obbiettivo di Libera su questo punto è quello di fare pressione sulle istituzioni per abrogare quella legge e di chiedere agli amministratori che non vengano destinati fondi per finanziare le cosiddette ronde.

Sono questi i 10 punti della piattaforma L10 con la quale Libera Piemonte non scende in campo, evitando tetri parallelismi lessicali, ma irrompe sul dibattito etico-politico regionale.

Da oggi i presidi di LiberaPiemonte inizieranno a chiedere ai candidati e alle segreterie di partito  partiti di impegnarsi a realizzare queste proposte.

Per sapere quale sarà la risposta, basterà collegarsi al sito  che rappresenterà in tempo reale le reazioni di tutti gli schieramenti dell’arco istituzionale.

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SALVARE PINO MASCIARI

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Questa mattina Pino Masciari è stato raggiunto da Diego Sarno, che oltre ad essere nostro comune amico e  assessore al comune di Nichelino, avendo condiviso insieme la necessità di muoversi per aver salva la vita. Non conosciamo la destinazione ma conosciamo le premesse che hanno determinato questa azione compiuta in piena lucidità. La sequenza è limpida, cominciata con l’attentato con esplosivo (20 luglio 2009), poi l’intrusione in località segreta (19 agosto 2009) e aggravatasi domenica 28 settembre 2009 con l’omicidio premeditato del boss Damiano Vallelunga che presagisce una stagione di sangue per riequilibrare i poteri dei clan della ‘ndrangheta.
Sindacare dall’esterno la decisione di Pino è impossibile fatto salvo chi ha analoga esperienza di lotta alla sopravvivenza o chi è particolarmente supponente e arrogante. D’altro canto sono stati fatti tutti i passaggi formali per chiedere la definizione della sicurezza per la famiglia Masciari non ricevendo concretezza ma solo burocrazia su burocrazia.
E Pino proprio non ha voglia  morire di burocrazia: non c’è tempo eppure sono passati i mesi senza vedere attuazione di quanto deliberato e sentenziato, in uno stillicidio di “pazientate” che oramai ha assunto il sapore disgustoso dell’insulto. Siamo al 13° anno di non vita della famiglia Masciari, la pazienza è finita.
Dal Presidente della Repubblica in giù ognuno sa benissimo che nel nostro Paese esiste una storia di gravissima lesione dei diritti umani e costituzionali di 4 cittadini della Repubblica Italiana che si fa perdurare: è una questione di volontà.
Non abbiamo fatto abbastanza: noi amici di Pino Masciari per primi, la Rete, ogni movimento e realtà associativa che sbandierano la lotta alle mafie e la difesa della giustizia, le associazioni antiracket , e ancora le amministrazioni locali e nazionali, le associazioni di categoria degli Industriali e dei commercianti, fino alle massime Istituzioni.
Se siamo arrivati a questo punto, come società e come Stato non abbiamo fatto abbastanza.
Peggio: abbiamo cercato di trovare giustificazioni o ridurre a logiche di opportunismo la storia di Pino per non dover riconoscerci che non siamo all’altezza di lottare per i diritti così come hanno fatto i Masciari.
Se c’è un tempo per fare qualcosa per loro è ORA!
Il POI è inutile e necrofilo.
Specifichiamo che Diego ha deciso di affiancare Pino attuando le dinamiche della difesa popolare non violenta e non vuole assolutamente sostituire la professionalità delle forze dell’ordine.
Infine, ci spiace aver messo in secondo piano quella che era un’ottima notizia giunta ieri sera, ossia la nuova cittadinanza onoraria conferita dal comune di Verona.
Un commento sul blog di Pino al seguente indirizzo come prima azione popolare non violenta da parte di tutti:
Federica Daga
Torino.

Le mani sulla città

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Ci aveva visto lungo Francesco Rosi quando nel 1963 girò il film Le mani sulla città. Storia di affari e intrecci tra mafia e politica intorno al piano regolatore della città. Un argomento che a Moncalieri non sembra essere estraneo date le ultime vicende politiche. Così per rinfrescare la memoria ai cittadini e agli amministratori comunali delle precedenti legislature, il presidio Peppino Impastato insieme all’associazione La città che cresce ha organizzato al teatro di Matteotti la proiezione del film di Rosi anticipata da un dibattito con due degli ultimi ex sindaci della città: Carlo Novarino, sindaco dal 1993 al 2002 e Angelo Ferrero, protagonista degli ultimi “travagliatissimi” anni.

A tracciare la cronostoria dell’ultima crisi, raccontando il clima poco etico in cui si è svolta, ci ha pensato il presidio Peppino Impastato che nell’ultimo anno ha presidiato il consiglio comunale con i suoi metodi imprevedibili e con i suoi attacchi teatrali.

Po i due sindaci hanno parlato del passato, di piano regolatori e della crisi dei partiti. Dalle domande del pubblico che invitavano ad approfondire l’influenza sulle decisioni importanti di alcuni capibastone della politica moncalieresi, i due sindaci hanno preferito sorvolare l’argomento non esprimendosi apertamente.

Ma durante la visione del film di Rosi, in molti hanno potuto scorgere tra i personaggi i tratti di alcuni protagonisti che sedevano sui banchi del consiglio comunale.

Chiuso per interessi personali

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Il presidio “Peppino Impastato” non ha più una sede. Quelli che erano i nostri sospetti si sono tramutati in realtà. Sospettavamo che i “giochetti” politici dell’amministrazione della città si sarebbero ripercossi a sfavore di cittadini e servizi. Soprattutto a sfavore di quei cittadini appartenenti alle fasce deboli, che in un momento come questo più di altre risentono di un periodo di recessione economica. D’altronde la “grandezza di un paese la  si misura dal livello di benessere dei cittadini più poveri”. Ed in questo Moncalieri ancora una volta si è dimostrata troppo piccola rispetto al numero dei suoi abitanti.

Di una piccolezza portata avanti dai nostri politici con sistematico accanimento, con la consapevolezza di ciò che sarebbe accaduto,  con la perpetuata inadeguatezza al loro ruolo. A causa dei continui giochi di potere interni alla maggioranza “moderatamente” manovrata non si è approvato il bilancio. Hanno giocato e non hanno fatto il loro dovere. Sulla nostra pelle. Così oggi, primo luglio, scade l’appalto della cooperativa Educazione Progetto, che da anni sul territorio gestiva i servizi socialmente utili. Gli stessi servizi tanto propagandati in campagna elettorale dagli stessi partiti che per inefficienza ed irresponsabilità oggi ne decretano la fine. Oggi a Moncalieri chiudono tutti gli uffici e gli sportelli dedicati ai giovani ed agli stranieri ed al loro primario bisogno di casa, lavoro e aggregazione. Chiudono il Centro InformaGiovani, il Centro Informativo Migranti, l’Ufficio Pace e Stranieri, i Punti Giovani Sonika, Metropolis, Archimedia, Fonderie Creative e la Sala Prove Musicali Area 23.

Istituire oggi una gara d’appalto per un comune commissariato è impossibile. Ed i tempi di chiusura saranno lunghi. Questo si traduce anche nella perdita del posto di lavoro di circa venti persone appartenenti alla cooperativa, che da anni lavoravano socialmente sul territorio, ad alto livello di progettualità, e che bene conoscevano lo stesso ed i suoi abitanti. E così anche il presidio non ha più una sede. Forse perché i nostri sospetti sono divenuti realtà nonostante ci accusassero che fossero solo illazioni. Forse perché non abbiamo fatto i “bravi” con i poteri forti, facendo notare gli errori che stavano commettendo e che noi eravamo lì ad osservare l’impietoso spettacolo offerto dai nostri politici. Il presidio diventa quindi nomade, cominciando a ritrovarsi nei parchi, nelle borgate, in mezzo alla gente. Ma con la consapevolezza che dalla gente delle borgate bisognerà ricominciare a costruire questo comune.