Presidio Libera “Peppino Impastato” – Torino Sud Rotating Header Image

GIOVANI DEL SUD : STORIE DI RESISTENZA E DI CORAGGIO!

Venerdì ore 18.30 alla Libreria “IL CAMMELLO” a Nichelino (via Stupinigi 4 – Piazza G. Di Vittorio)

INCONTRO CON IL GIOVANE SCRITTORE DI SCAMPIA (NAPOLI) ROSARIO ESPOSITO LA ROSSA

Sarà accompagnato nella presentazione da Dario Riccobono giovane palermitano dell’associazione “Addio Pizzo” e presidente di ”Addio pizzo Travel”
Presenterà la sua storia e i suoi tre libri.” Al di là della neve”  - “Libera Voce” – “Mostri” -

È uno dei più giovani scrittori italiani, ha pubblicato il suo primo libro a 18 anni, “Al di là della neve” (Marotta & Cafiero editori) una raccolta di racconti su Scampia, uno sguardo critico, dall’interno, su uno dei quartieri martoriati dalla camorra. Con questo libro si è aggiudicato il Premio Fabrizio Romano 2007 e il Premio Giancarlo Siani 2008. Il ricavato del suo secondo libro “Libera voce, speranze, delusioni e canzoni dei ragazzi di Napoli” è stato devoluto per la ricostruzione di “Cascina Arzilla” bene confiscato alla mafia in Piemonte. Nel 2010 pubblica il suo terzo libro Mostri, raccolta di 40 storie sui diritti umani. Libro pubblicato con licenza Creative Commons, attraverso un sistema di coproduzione dal basso, che ha visto impegnati 160 coeditori da tutta l’Italia. Il libro può essere scaricato gratuitamente dalla rete e l’intero ricavato dell’opera verrà utilizzato per la realizzazione di una cooperativa giovanile a Scampia.

Nel 2007 fonda a Scampia l’associazione Vo.di.Sca (acronimo di Voci di Scampia) in memoria di suo cugino, Antonio Landieri, vittima di camorra. Sempre a Scampia, ha fondato la “Fabbrica dei Pizzini della Legalità”. Ha partecipato al progetto teatrale “Arrevuoto” a cura del Teatro Mercadante di Napoli e successivamente al progetto di impresa culturale “Punta Corsara”. Nel 2010 insieme a Maddalena Stornaiuolo costituisce, Vodisca Teatro, compagnia di teatro civile. Nello stesso anno diviene il proprietario della casa editrice Marotta & Cafiero, trasferendo la storica sede di Posillipo a Scampia.

Moncalieri: settembre all’insegna dell’impegno.

Il primo consiglio comunale al rientro delle vacanze è terminato alle 4 di mattina! Evidentemente i consiglieri non vedevano l’ora di ritornare tra i banchi per discutere mozioni, delibere ed interrogazioni varie. E anche noi non vedevamo l’ora di ascoltarli, visto che siamo rimasti in aula fino a notte fonda!

Tra i più di venti punti all’ordine del giorno, l’attenzione del Presidio Peppino Impastato era ovviamente rivolta alla mozione proposta dal consigliere IDV Davide Guida con cui si chiedeva l’impegno del Comune di Moncalieri a costituirsi parte civile nei processi di mafia afferenti il nostro territorio.

La proposta è passata, con 28 voti favorevoli su 28, ma non senza qualche polemica, come invece riportato dal quotidiano La Stampa: la minoranza infatti ha proposto 3 emendamenti alla mozione, 2 dei quali categoricamente “cassati” dal proponente, mentre uno parzialmente accettato, grazie anche alla mediazione del Consigliere Fiumara, a cui bisogna dare atto di aver “trovato la quadra” per non far sfumare l’ipotesi di voto favorevole da parte della minoranza.

Il primo emendamento, infatti, voleva sottolineare l’attività del nostro esecutivo nella lotta alla mafia, aggiungendo nelle premesse, oltre alle parole “magistratura” e “forze dell’ordine”, la parola “governo”, caricando così il dibattito di una valenza politica. Riteniamo che sia fondamentale “appendere la casacca politica” per lavorare uniti e senza divisioni, quando si affronta il tema mafie.

La proposta di Fiumara, che suggeriva di eliminare il “grazie al lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine” lasciando solo il termine “Stato”, ha posto fine alla bagarre politica, trovando l’accordo di PDL, Lega Nord ed UDC e del consigliere proponente. D’altronde – come ha sottolineato il Capogruppo PD Artuso – “non si tratta di fare graduatorie tra i vari governi nella lotta all’antimafia, ma di dare un segnale forte alla Città in tal senso, per questo sarebbe un bel segnale che la mozione fosse approvata all’unanimità”.

Bocciati gli emendamenti che proponevano di impegnare il Comune a costituirsi parte civile anche nei processi contro “chi divulga affermazioni mendaci in tal senso” e di impedire la destinazione del fondo di risarcimento “a sostegno delle realtà associative assegnatarie di immobili confiscati alla criminalità organizzata”, oltre che alle vittime di racket ed usura (come peraltro previsto dal testo proposto dell’Anci Giovane e in coerenza con la Legge 109/96 che introduce il concetto di “riutilizzo a fini sociali” dei beni confiscati ai mafiosi, rendendoli patrimonio indisponibile dello Stato).

Alla fine l’assise ha accolto la mozione del giovane consigliere, votando favorevolmente all’unanimità e ricevendo per questo i ringraziamenti del Sindaco Meo. Non possiamo però non concludere con le parole del Consigliere Calligaro che nella dichiarazione di voto ammette: “Voteremo sì, ma a malincuore!”, per il rimpianto di “aver dato del lavoro a Don Ciotti”, presidente di quell’associazione che “ha il monopolio della gestione dei beni confiscati”  e di cui fa parte questo presidio che “domani scriverà rivendicando la paternità di questo atto”.

Noi non rivendichiamo nulla, caro Dott. Calligaro, lasciando i meriti al Consigliere Guida che del presidio non fa più parte da quando siede in consiglio, per una questione di coerenza, onestà intellettuale ed etica che molti fanno fatica a comprendere; ci limitiamo a constatare che anche su temi come la lotta alla mafia che non dovrebbero avere un colore politico, qualcuno ha fatto di tutto per “metterci il cappello”: la solita buona occasione sprecata per fare una bella figura!

Ribadiamo la nostra totale disponibilità ad intervenire e partecipare ad incontri sui temi a noi cari, per eventualmente delucidare chi non conosce il metodo di lavoro ed il ruolo di Libera nella lotta antimafia, riportando le nostre esperienze e competenze che pensiamo debbano essere patrimonio collettivo.

 

 

Di seguito il testo della mozione finale e le proposte di emendamento non accettate.

 

MOZIONE

OGGETTO: Impegno per il Comune di Moncalieri a costituirsi parte civile nei processi per mafia.

 Premesso che:

-              grazie al lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine, lo Stato sta ottenendo importanti successi nel contrasto alla criminalità organizzata;

-                      è necessario affiancare all’azione della magistratura e  delle forze dell’ordine una forte iniziativa culturale e politica a tutti i livelli per diffondere la cultura della legalità e della trasparenza nell’amministrazione;

-              gli Enti Locali, pur non potendo legiferare, possono mettere in campo misure di contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata e di sostegno a chi è vittima delle mafie, del racket e dell’usura;

-                      il fenomeno mafioso che investe i nostri Comuni ne penalizza lo sviluppo dal punto di vista sociale, economico e culturale e reca gravi danno all’immagine stessa della città;

-                      molti imprenditori e liberi cittadini spesso decidono di non denunciare i propri aguzzini per paura di essere lasciati soli dalle Istituzioni;

 Visto che:

 -                      la recente operazione Minotauro, coordinata dalla Procura della Repubblica di Torino, sulla ‘ndrangheta in Piemonte ha portato al sequestro di beni per 70 milioni di euro e a 150 arresti, portando alla luce una fitta rete di contatti tra la ‘ndrngheta, il mondo degli affari e la politica piemontese;

-                      dall’indagine risulta la presenza sul territorio piemontese di almeno nove “locali” della ‘ndragheta: il locale di Natile di Careri a Torino, Cuorgné, Volpiano, Rivoli, San Giusto Canavese, Siderno a Torino, Chivasso, Moncalieri, Nichelino;

 Considerato che:

 -                      occorre che i Comuni diano un segnale concreto di impegno nella lotta e contrasto alla criminalità organizzata in tutte le sue forme e su tutto il territorio nazionale;

-                      l’Anci negli ultimi anni ha più volte e in diverse maniere espresso il proprio impegno nella lotta alle mafie;

-                      in occasione della II Assemblea Programmatica Nazionale di Anci Giovane,la Consultaha proposto di chiedere ai Comuni italiani di schierarsi politicamente e con atti amministrativi contro le mafie, attraverso l’impegno a costituirsi parte civile nei procedimenti per mafia che coinvolgano le amministrazioni;

-                      già 140 Comuni hanno approvato la mozione proposta dall’Anci. Tra questi molti capoluoghi meridionali come Agrigento, Palermo, Messina, Vibo Valentia, Napoli, Avellino, Caserta, Salerno e Benevento; ma anche città del centro: Roma, Ascoli Piceno, Perugina,Terni e capoluoghi del Nord: Pavia, Padova e Verona.

 Il Consiglio Comunale

 IMPEGNA

 l’Amministrazione a:

  1. costituirsi parte civile nei processi contro le attività criminose di stampo mafioso afferenti il proprio territorio comunale, destinando l’eventuale risarcimento a un fondo a sostegno delle vittime del racket e dell’usura e al sostengo delle realtà associative assegnatarie di immobili confiscati alla criminalità organizzata;
  2. mettere in campo strumenti amministrativi per rafforzare la piena trasparenza delle procedure di appalto, attraverso la verifica accurata dei collegamenti diretti e indiretti tra aziende partecipanti alle gare e controlli sulle aziende subappaltatrici;
  3. contrastare lo sfruttamento illegale di manodopera nei cantieri;
  4. utilizzare le prerogative assegnate ai Sindaci ed ai Comuni per iniziative, ispirate ai principi di trasparenza e legalità, di contrasto a ogni forma di abusivismo (commerciale, edilizio), spaccio di droga, sfruttamento della prostituzione, gioco d’azzardo e altra attività criminali utili a rimpinguare le casse delle organizzazioni malavitose;
  5. continuare ad attivare percorsi di sensibilizzazione nelle scuole, attraverso incontri, campagne informative, percorsi culturali e sociali al fine di far maturare una nuova coscienza civica tra i più giovani;
  6. promuovere forme di partecipazione alla vita democratica locale, incoraggiando il protagonismo dei giovani ed avvicinandoli alle Istituzioni.

 I Consiglieri Comunali

 Davide Guida

 

 

 

Proposte di emendamento:

 1) Al primo punto delle premesse aggiungere le parole “al governo” dopo la parola “grazie”.

2) e 3) Al primo punto delle disposizioni, tra la parola “comunale” e la parola “destinando” aggiungere: “e contro chi divulga affermazioni mendaci in tal senso” ed eliminare “al sostegno delle realtà associative assegnatarie di immobili confiscati alla criminalità organizzata”.

Settembre…ricomincia la scuola…

scarica quì il volantino.

Ricomincia la Libera Scuola di Politica e martedì 27 alle ore 21:00 a Nichelino incontreremo la Prof.ssa Chiara Saraceno, sociologa, per parlare di welfare e futuro.

I tagli pesanti alla Sanità, l’azzeramento del Fondo Sociale Nazionale, la riduzione progressiva delle risorse per le persone non autosufficienti, i pesanti tagli alle Regioni ed ai Comuni e quindi alla loro rete di servizi, la riduzione delle forme di sostegno a chi non ha accesso al lavoro o a chi ne è stato privato, a partire dalle donne, la progressiva riduzione delle risorse dell’istruzione pubblica e della cultura, le politiche diffuse di non integrazione e di “separazione” (per censo, per luogo di nascita, …) disegnano un quadro inquietante del presente odierno e del nostro futuro: una società frantumata in cui i più forti dispongono delle opportunità ed i più deboli sono ai margini deprivati dei diritti fondamentali.

Martedì 27 settembre  h 21:00

Centro Sociale “Nicola Grosa”

via Galimberti, 3 – Nichelino

L’Etica in politica: un codice per il comportamento degli eletti.

  Nel consiglio comunale del 1° luglio, l’assise moncalierese ha approvato all’unanimità l’adozione del “Codice europeo di comportamento per gli eletti locali e regionali”, su proposta del consigliere dell’UpM Francesco Fiumara che, nella delibera di proposta, si dice “profondamente allarmato dal moltiplicarsi degli scandali giudiziari in cui sono implicati responsabili politici a motivo di atti commessi nell’esercizio delle loro mansioni” e constata “che il livello locale e regionale non sfugge a questo fenomeno”.

Sono molti anni che come LIBERA cerchiamo di accendere i riflettori sul fenomeno dell’infiltrazione mafiosa al nord (fenomeno spesso messo in dubbio o addirittura negato da molti e anche da taluni uomini delle istituzioni). L’OPERAZIONE MINOTAURO ha purtroppo confermato le nostre parole e le nostre paure, rivelando una situazione inquietante proprio nelle nostre città: Moncalieri viene citata nell’ordinanza per la custodia cautelare in carcere di più di 150 indagati come territorio di appartenenza di una “locale” ( = cellula ‘ndranghestista). Come presidio, in tempi non sospetti, avevamo portato come contributo al confronto elettorale una piattaforma di discussione (“C6”) su sei tematiche per noi prioritarie, la prima delle quali era “ETICA, COMPETENZA E TRASPARENZA”: peccato che allora nessun esponente dell’attuale minoranza, compreso il candidato sindaco per il centrodestra, avesse accettato di confrontarsi su questo e sugli altri argomenti della piattaforma con noi, ritenendo forse questa proposta troppo strumentale o poco utile!

Ci auspichiamo che a seguito di questo atto, l’Amministrazione di Moncalieri si impegni a darne maggior concretezza possibile affinché il Codice risulti uno strumento efficace e non l’ennesima dichiarazione di intenti che, se rimane sulla carta, non conferisce nessun valore aggiunto al lavoro quotidiano degli amministratori degli enti locali. Noi da parte nostra, esattamente come facciamo con le questioni della piattaforma C6 – che, ricordiamo, Sindaco e Giunta Comunale hanno sottoscritto una volta insediati in Palazzo – cercheremo di monitorare e tenere sotto controllo il comportamento dei “nostri eletti locali”, sottolineando sempre che l’etica in politica vuol dire anche stare attenti a quali mani si stringono e quali relazioni si instaurano. Perché, come ha dichiarato il Procuratore Caselli riferendosi al mondo politico, durante la conferenza stampa dedicata all’operazione Minotauro: “Nella città in cui Bruno Caccia è stato ucciso, il fatto che ci siano personaggi disposti a trescare con mafiosi o paramafiosi è inaccettabile. (…)  Stupisce e amareggia che siano purtroppo in tanti, in particolare politici e amministratori, ad intrattenere abitualmente simpatici e proficui rapporti, quasi sempre d’affari o di scambio, con persone riconducibili all’ambiente e all’entourage mafioso, creando un amorevole intreccio di cui questa inchiesta offre uno spaccato inquietante”.

Di seguito il link per scaricare il testo completo del codice:

http://ilconsigliere.myblog.it/files/codicetico.pdf

Il dissenso è democrazia.

Che il dissenso costruttivo fosse l’anima della democrazia lo abbiamo imparato dall’amico Davide Mattiello, in tutti questi anni di militanza in Libera. In tutti questi anni di confronto ed analisi, di crescita e passione. L’uso della forza come intervento risolutivo è per noi il fallimento della politica.  L’impiego di 1800 agenti antisommossa schierati all’alba di lunedì 27 per permettere l’apertura del cantiere della Maddalena per noi non è una soluzione accettabile.

Riportiamo le parole di Don Luigi Ciotti, che la domenica precedente l’occupazione militare della Val Clarea diceva:

I referendum del 12 e 13 giugno hanno cambiato lo scenario politico ponendo al centro dell’attenzione pubblica i beni comuni e il bene comune. Di fronte a noi – ai milioni di donne e uomini che hanno contribuito al successo referendario – sta ora l’obiettivo di costruire una agenda politica in grado di mettere in campo un nuovo progetto di società, di sviluppo e di partecipazione democratica.
Di questa prospettiva c’è oggi un banco di prova non eludibile: lo scontro tra istituzioni e popolazione locale sull’inizio dei lavori di costruzione, in Val Susa, di un cunicolo esplorativo in funzione preparatoria del tunnel di 54 km per la progettata linea ferroviaria ad alta capacità Torino-Lione. Per superare la situazione di stallo determinata da tale scontro si prospetta un intervento di polizia (o addirittura militare) che rimuova le resistenze in atto. Sarebbe una soluzione sbagliata e controproducente.
Ci possono essere opinioni diverse sulla necessità di potenziare il trasporto ferroviario nell’area e sulle relative modalità ma una cosa è certa. La costruzione della linea ad alta capacità Torino-Lione (e delle opere ad essa funzionali) non è una questione (solo) locale e l’opposizione delle popolazioni interessate non è un semplice problema di ordine pubblico. Si tratta, al contrario, di questioni fondamentali che riguardano il nostro modello di sviluppo e la partecipazione democratica ai processi decisionali.
Per questo, unendoci ai diversi appelli che si moltiplicano nel Paese, chiediamo alla politica e alle istituzioni un gesto di razionalità: si sospenda l’inizio dei lavori e si apra un ampio confronto nazionale (sino ad oggi eluso) su opportunità, praticabilità e costi dell’opera e sulle eventuali alternative. In un momento di grave crisi economica e di rinnovata attenzione ai beni comuni riesaminare senza preconcetti decisioni assunte venti anni fa è segno non di debolezza, ma di responsabilità e di intelligenza politica”.

LA MAGISTRATURA INDAGA A MONCALIERI.

(storia di saltimbanchi, pionieri ed avvisi di garanzia)

E’ passato esattamente un anno da quando sul nostro blog pubblicavamo un articolo dal titolo “Chi ben comincia è a metà dell’opera!

 (http://presidiopeppinoimpastato.liberapiemonte.it/c6, secondo articolo dall’alto) nel quale accendevamo i riflettori su alcune forzature del regolamento nell’applicare la legge. Codice civile non violato, denunciavamo, ma legge etica non rispettata.

In seguito a quella pubblicazione da più parti venivamo più o meno velatamente incolpati di essere portatori di una “cultura del sospetto”, e di essere troppo acerbi e maldestri per poter dare una chiara lettura della politica cittadina. Ricevevamo critiche e qualche accusa, sfociati in un surreale e inopportuno teatrino in occasione di Ritmika, la rassegna musicale estiva moncalierese, quando il sindaco Roberta Meo ed il suo capo di gabinetto Giovanni Straniero (attore protagonista del contenzioso) decisero di confrontarsi con un nostro rappresentante sull’articolo in questione.

A distanza di dodici mesi si unisce però al nostro torbido pensiero anche quello del pm torinese Giuseppe Ferrando, che sull’accaduto ha la medesima visione appannata. Ed il magistrato lo fa con i suoi strumenti, indagando per falso ideologico il dirigente agli affari generali e la responsabile della segreteria comunale.

Siamo sinceramente speranzosi che il tutto si risolva per il meglio, ma non possiamo nascondere una certa consolazione nel comprendere oggi che i nostri occhi miopi hanno forse imparato a leggere tra le righe.

Libera Giovani con BNL

Il Presidio Peppino Impastato si dissocia dalla scelta amministrativa ed etica di Libera di sottoscrivere un accordo con BNL (gruppo BNP Paribas).

Pensiamo che chiunque, per denaro, sia la causa di un problema, non possa col medesimo denaro comprarne la soluzione.

21 marzo. Ricordati di ricordare

Ricordati di ricordare

coloro che caddero
lottando per costruire
un’altra storia
e un’altra terra

ricordali uno per uno
perché il silenzio
non chiuda per sempre
la bocca dei morti
e dove non è arrivata la giustizia
arrivi la memoria
e sia più forte
della polvere
e della complicità

Ricordati di ricordare
l’inverno dei Fasci
quando i figli dei contadini del Nord
spararono sui contadini del Sud
e i mafiosi aprivano il fuoco
sapendo di essere
i cecchini dello Stato

Ricordati di Emanuele
che fu accoltellato
dai sicari degli speculatori
e del trionfo degli assassini
nella città cannibale

Ricordati di ricordare
il sangue versato sulla terra
e le file lunghe degli emigranti
che portarono la Sicilia
sulle piazze del mondo
a svendersi
come merce a buon mercato

Ricordati di Luciano
Lorenzo Bernardino
Nicolò Giovanni
Sebastiano
Andrea Nunzio
Agostino Gaetano
Accursio
Giuseppe Vincenzo
Epifanio Placido

(e del bambino Giuseppe
che vide l’assassinio di Rizzotto
e il medico-capomafia Navarra
cancellò per sempre
la verità dei suoi occhi)

Calogero Filippo Carmelo
e di tutti gli altri
che hanno perduto
vita e nome

Ricordati di Margherita
Vincenzina Castrense
Filippo Francesco
Giorgio Giovanni Giuseppe
Serafino Vito
che confusero il loro sangue
con le ginestre
che sbocciavano
nel mattino di maggio

Ricordati di Salvatore
che morì abbracciato alla terra
della madre Francesca
che chiedeva giustizia
e trovò lo scherno degli assassini

Ricordati di Peppino
che infranse i comandamenti dei padri
sbeffeggiò il potere
ed esplose sui binari

Ricordati di Pio e Rosario
che erano comunisti
e lottavano contro la mafia
e per la pace

Ricordati di Pasquale
Piersanti Giuseppe
che cercarono di spezzare
il patto con il delitto

Ricordati di Mario
Pippo Mauro Beppe
che vedevano e parlavano
mentre gli altri tacevano
e non guardavano

Ricordati di Graziella
che ancora si chiede perché
della sua vita rubata

Ricordati di Claudio
che giocava con i suoi undici anni
e incontrò la morte
a un angolo di strada

Ricordati di Barbara
Giuseppe e Salvatore
che svanirono
nel lampo di Pizzolungo

Ricordati di Giuseppe
che sognava di volare
sul cavallo dell’alba
e trovò la notte
nelle mani del boia

Ricordati
di Mario Silvio Calogero
Pasquale Eugenio Mario Giorgio
di Filadelfio
di Boris
di Cesare e Lenin
di Domenico Giovanni Salvatore
di Emanuele
di Gaetano
di Vito
di Luigi Silvano Salvatore Giuseppe
di Carlo Alberto Emanuela Domenico
di Calogero
di Giangiacomo
di Mario Giuseppe Pietro
di Rocco Mario Salvatore Filippo
di Beppe
di Ninni e Roberto
di Natale
di Antonino e Stefano
di Ida e Antonino
e del loro figlio non nato
di Rosario e Giuliano
di Giovanni Francesca Antonio Rocco Vito
di Paolo Agostino Claudio Emanuela Vincenzo Walter
di Giuseppe
che servivano lo Stato
e trovarono la morte in agguato
e la solitudine alle spalle

Ricordati di Biagio e Giuditta
che attendono ancora la vita
al capolinea della morte

Ricordati di Libero
che non volle piegarsi
mentre la città era ai piedi
degli estorsori
di Pietro Giovanni
Gaetano Paolo e Giuseppe
che seppero dire di no

Ricordati del medico Paolo
che non volle attestare il falso
di Giovanni che denunciò
gli ordinari misfatti
sulle scrivanie della regionehn

Ricordati di Rita
che non volle più vivere
perché avevano ucciso
la speranza

Ricordati di Giorgio
di Costantino
di Stefano
di Pino
preti di un Cristo quotidiano
fratello degli ultimi
crocifisso dai potenti

Ricordati di Giuseppe
di Domenico
di Filippo
sangue ancora vivo
nomi che dobbiamo ancora aggiungere
al nostro rosario di morti

Ricordati di ricordare
i nomi delle vittime
e i nomi dei carnefici
(i notissimi ignoti
di ieri e di oggi)
perché tutte le vittime
siano strappate alla morte
per dimenticanza
e i carnefici sappiano
che non finiremo mai
di condannarli
anche se hanno avuto
mille assoluzioni

Ricordati di ricordare
le impunità
le protezioni
le complicità
gli interessi
che hanno fatto
di una banda di assassini
i soci del capitale
e i gemelli dello Stato

Ricordati di ricordare
ora che le bombe degli attentatori
scuotono le città
che vogliono affrancarsi
e sui teleschermi della seconda repubblica
si intrecciano i segnali
delle nuove alleanze

Ricordati di ricordare

quanto più difficile è il cammino
e la meta più lontana

perché

le mani dei vivi

e le mani dei morti

aprono la strada

(Umberto Santino, compagno di Peppino Impastato)

Luglio 1994 – ottobre 2000

LIBERA SCUOLA di POLITICA

Vi presentiamo il progetto del Presidio in collaborazione con “La Città Che Cresce”, realtà moncalierese aderente alla rete di Libera.

Obiettivo: formare cittadini attivi capaci di orientarsi e di orientare nei complessi scenari della società in cui viviamo. Dare competenze per chi vuole comprendere la politica delle amministrazioni locali. Tutto il percorso deve essere permeato di un concetto per noi fondamentale: L’ETICA.

 A chi si rivolge: a chi vede la politica come un impegno che richiede studio e capacità di analisi, determinazione e rigorosi standard morali, a chi ama la città in cui vive e vuole renderla un luogo più aperto, competitivo e coeso, a chi pretende istituzioni democratiche trasparenti, autorevoli, efficaci. Pensiamo in particolare a consiglieri comunali al primo mandato, rappresentanze dei cittadini ossia comitati di borgata/comitati di quartiere, associazioni dei commercianti, associazioni industriali, associazioni del territorio, gruppi giovanili di partito.

 Modalità: inaugurazione e lectio aperte a tutti. Seminari a numero chiuso (max 30-40 persone) con iscrizione. L’ iscrizione prevede una piccola quota per contribuire parzialmente alle spese. Vengono offerti: ulteriori possibili percorsi formativi, bibliografia, dispense.

 Come è organizzato: nei seminari in aula ristretta, dove ognuno si senta libero di interagire col relatore, facendo domande, non avendo timore di sbagliare, prevedendo la possibilità di creare ulteriori momenti di approfondimento autogestiti dagli studenti. Creare un “gruppo di studio”.

Nelle lectio: dare a tutti coloro che lo vogliono un occasione di approfondimento, di cultura politica, di passione politica, di amore per il territorio in cui si vive.

 

maggiori info: http://www.lacittachecresce.org/iniziative.html

presidioimpastato@yahoo.it

date_e_relatori

curricula_relatori

 

 

Sinistra profezia

“Tirranide indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d’impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

E, viceversa, tirannide parimente si dee riputar quel governo, in cui chi è preposto al creare le leggi, le può egli stesso eseguire. E qui è necessario osservare, che le leggi, cioè gli scambievoli e solenni patti sociali, non debbono essere che il semplice prodotto della volontà dei più; la quale si viene a raccogliere per via di legittimi eletti del popolo. Se dunque gli eletti al ridurre in leggi la volontà dei più le possono a lor talento essi stessi eseguire, diventano costoro tiranni; perchè sta in loro soltanto lo interpretarle, disfarle, cangiarle, e il male o niente eseguirle. Che la differenza fra la tirannide e il giusto governo, non è posta (come alcuni stoltamente, altri maliziosamente, asseriscono) nell’esservi o il non esservi delle leggi stabilite; ma nell’esservi una stabilita impossibilità del non eseguirle.

Non solamente dunque è tirannide ogni governo, dove chi eseguisce le leggi, le fa; o chi le fa, le eseguisce: ma è tirannide piena altresì ogni qualunque governo, in cui chi è preposto all’eseguire le leggi non dà pure mai conto della loro esecuzione a chi le ha create.”

(Della Tirranide – Libro Primo – Cap. II – Vittorio Alfieri 1777)

Associazione ACMOS Partita Iva 08480610016 - Codice Fiscale 97590480014